I brani del 2018

Come ogni anno, metto qui i brani più ascoltati dell’anno appena concluso, come da statistiche su last.fm.

Al primo posto, con 23 ascolti, Is it Done di J Mascis.

Da Several Shades of Why del 2011

Al secondo posto, con 19 ascolti, Rambin’ Gamblin” Man di Bob Seger.

Questo è da una trasmissione del 1970, ma la mia versione preferita è da Live Bullet del 1975.

Al terzo posto, con 15 ascolti, King Tide and The Sunny Day Flood di Billy Bragg

Dall’EP del 2017, Bridges not Walls

Ecco il resto della Top Ten:

4 Tom Petty and The Heartbreakers — Don’t Do Me Like That (15)
5 The Dream Syndicate — Halloween (14)
6 The Go-Betweens — Magic in Here (14)
7 Billy Bragg — Not Everything That Counts Can Be Counted (13)
8 Hoodoo Gurus — Out That Door (13)
9 Green on Red — Keep on Moving (12)
10 Lucinda Williams — Side of the Road (12)

I brani del 2017

Come quasi sempre, i brani che ho ascoltato di più nel corso dell’anno appena finito.

Al terzo posto, nella playlist riassuntiva annuale di Last.FM, i Church, direttamente dagli anni ’80, Under the Milky Way.

Al secondo, Paul Heaton and Jacqui Abbott, Costa del Sombre.

E primo, che ancora mi chiedo come mai non l’avessi scoperto prima, Ryan Adams con Come Pick Me Up

Il resto, qui.

Alla prossima.

I miei ascolti del 2016

In questa pagina del fido last.fm, si trovano le statistiche di ciò che ho ascoltato in questo anno quando ero connesso. È un quadro abbastanza affidabile di quello che ho veramente ascoltato.

Per quanto riguarda i brani. al terzo posto si trova Long as I can see the light dei Creedence Clearwater Revival, un classico che sento da sempre.

Al secondo posto, una scoperta di quest’anno, anche se ne avevo sempre sentito parlare: Last of Rock Stars di Elliott Murphy, penso che me la porterò dietro ancora per un bel po’.

E al primo, senza alcuna sopresa, il ritorno di Andy Partrtidge che scrive questo pezzo per un altro ritorno, quello dei Monkees con un bellissimo CD, da cui è estratta You bring the summer. Proprio il mio tipo di pezzo.

Alla prossima!

Lloyd Cole without the Commotions

Allora, altrove si postano i dieci migliori video di Lloyd Cole in occasione del suo ritorno in Italia, in concerto a Roma. Lo scorso 3 Aprile era tornato in Italia con lo Small Ensemble, alla chiesa di Sant’Ambrogio e noi c’eravamo.

Mettiamo un po’ di canzoni, scelte tra quelle escluse dal Post, concentrandoci sulla fase meno nota della carriera, quella senza i Commotions.

Loveless, dal primo album omonimo:

e No Blue Skies

Butterfly, dal disco con l’orchestra, Don’t get weird on me, babe

e Man Enough

Dello stesso periodo è anche questa cover di Chelsea Hotel di Leonard Cohen

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Rapid Eye Movement (1980-2011)

E così, si sono sciolti. Li avevo conosciuti 25 anni fa, a tempi di Lifes rich pageant. E non mi avevano mai lasciato, anche se negli ultimi tempi… Beh, pareva che la musica non gli interessasse più.

E allora, scorriamo tutti i loro LP, di cui ho inserito una canzone per ognuno in questa playlist su youtube.

httpv://www.youtube.com/playlist?list=PL9247A610A07BE625

Il primo LP è, appunto, Lifes rich pageant. È il quarto dei R.E.M., ma è il primo che ho acquistato. Il disco mi piace ancora molto e non c’è canzone che non amo riascoltare. La canzone scelta è Begin the begin, anche se io mi porterei anche I believe nell’isola deserta.

Dopo acquistai Murmur, di cui sentivo sempre tutta la prima facciata (era 33 giri, ai tempi). Della seconda facciata sentivo solo Sitting still e Shaking through che ho scelto per la playlist.

Il successivo album, Reckoning, album che non mi ha esaltato e di cui ho inserito Harborcoat, la canzone iniziale.

Invece Fables of the reconstruction è sempre stato il mio preferito per le atmosfere un po’ campestri e dissonanti: ho inserito una versione live di Wendell Gee, la canzone che chiude il disco e una delle mie preferite, nonostante il gruppo stesso non la ami.

Da questo punto in poi ho acquistato gli album appena uscivano ma Document mi deluse, nonostante i big hits The one I love e It’s the end of the world as we know it (cover magistrale di un pezzo di Ligabue :-)), da cui ho estratto Welcome to the occupation, perché, a parte i due hit, era il pezzo che preferivo.

Il passaggio da indie a mayor, dalla IRS alla WB, non cambia nulla, se non nel budget che i REM spendono nei video. Pubblicano Green, di cui inserisco You are the everything, una delle canzoni in cui Stype non prende (quasi) mai fiato.

Il grande successo ottenuto con Out of time, naturalmente, mi ha un po’ destabilizzato, se non altro perché penso che il disco non sia uno dei migliori (e i miei amici dovevano sopportare le mie cassette con i pezzi degli album precedenti mentre loro volevano sentire solo Shiny happy people). Ho inserito Near wild heaven perché la canta Mills.

Automatic for the people, il primo acquistato in formato CD, invece, è magnifico, triste e suggestivo, come la sua canzone finale, Find the river.

Monster faceva casino, ma non mi ha mai soddisfatto, nonostante esordisse con What’s the frequency, Kenneth?, una canzone con un gran video!

Uno degli album più sottovalutati dei REM è New Adventures in Hi-Fi, di cui E-bow the letter mi ricorda le tristi serate in trasferta di lavoro.

Da qui in poi, la perdita di Berry mi ha allontanato dai REM. Comunque ho inserito:

Rio e psichedelia

RioDi Rio, il nuovo romanzo di Leonardo Colombati, dottori, parlo in altra sede. Qui vorrei solo approfittare di un divertissement che l’autore si concede a pagina 271 per estrapolarne una serie di canzoni per roiordie. Sotto l’influsso di una non precisata polverina magica, il protagonista comincia a vedere un susseguirsi di cose strampalate sotto cui si celano una miriade di riferimenti nascosti a gruppi psichedelici. Iniziamo a svelarne partendo da un personaggio strano che si avvicina ad un microfono insieme ad bassista ed a un nano in velluto cremisi. Si presentano: sono Lord Cornelius Plum, Sir John Johns e The red Curtain, i falsi nomi sotto cui gli XTC hanno firmato i dischi come The dukes of stratosphear. Colombati non accenna a nessuna canzone in particolare ma il vostro Zuck ama Vanishing girl. Lord Cornelius parla di una nave di cristallo, riferendosi chiaramente a The Crystal ship dal primo album dei Doors. Si nutre di Electric Prunes e di bucce di banana. Si riferisce ai giardini di delizie come Garden of earthly delights degli XTC (ancora!). I biechi blu di Yellow Submarine e i cancelli dell’alba di The piper at the gates of dawn dei Pink Floyd (Zuck sceglie Astronomy Domine). E continua ancora, ma Zuck si ferma, se qualcuno volesse dargli una mano a decifrare anche gli altri, basta che acquisti e legga il romanzo di Colombati che non è nemmeno male, tutt’altro.
Per finire questi musici improvvisati si mettono a cantare. Cosa cantano?
Ma White Rabbit dei Jefferson Airplane, naturalmente.

Eccomi!

Ed ecco il mio primo post su ROIORDIE, sono un pochino emozionata, ma andiamo subito subito al sodo…
Il mio suggerimento per fare spesa e scorpacciata di godibilissima musica?
Una versione (gratuita) di “Castel Made of Sand”, di Hendrix del 1967, riarrangiata reggae (scaricatela qui), un po’ estiva e tanto creativa, come i veri castelli di sabbia che si possono vedere tutti gli anni alla Gara che si tiene a Jesolo, costruiti con qualsiasi cosa, olive, bandierine dei cocktails e stuzzicadenti, stessa creativita’ che si riscontra nei giri di basso della canzone e… Come non inseguire la melodia?
…E a proposito di sogni, creativita’ ed espressivita’, sole sabbia, vento mare, meraviglia e leggende…
Cercate, ed inseguite, le pentole d’oro (oro simbolo di preziosa musica, in questo caso) sotto l’arcobaleno, con i Rainbow nel brano: “Catch the Rainbow”:

Ride the wind to the sun
Sail away on ships of wonder

E per finire, per rilassarsi quando ci si perde un po’ di vista: “Soul to Squeeze” dei Red Hot Chili Peppers

Where I go I just dont know,
I got to, got to, gotta take it slow.
When I find my piece of mind,
I’m gonna give you some of my good time.

A questo punto caricate il vostro MP3/IPod/ o qualsiasi congegno elettronico abbiate per immagazzinare musica e..
PLAY!